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ETCnot - Fuga dal computer quantistico
Capitolo 3

Capitolo 3 – un problema logistico

Capitolo tre

La passeggiata con Caterina. I calcoli al parco. Il cappuccino al bar. È tutto già passato. E in un attimo è arrivato il presente.

Ora Laura ha un pacchetto nella mano sinistra e uno scanner nella mano destra. Rilegge il codice logistico. (90)A27 (91)212 (93)72. Poi di nuovo con lo scanner: nessuna corrispondenza.

«Questo dove lo porto adesso?»

Parla tra sé. Ma un robot la sente e si ferma accanto.

«Posso collocarlo io se desideri.»

Gli sorride. Poi gli sistema un baffo che si era leggermente disallineato. Si specchia nel suo frontale: lei è a posto.

«Forse è meglio», si lascia sfuggire.

Il robot passa la mano sul codice del pacchetto.

«Mi spiace, non sono abilitato.»

Laura gli sorride, il robot le rende il pacchetto.

«Grazie lo stesso, troverò qualcuno.»

Dice: ma è più facile dirlo che farlo. In turno con lei ci sono altri due colleghi per l’intera zona e potrebbero essere in qualunque corsia.

La logistica è una disciplina interessante. Rappresenta la catarsi del disordine naturale. È lo sforzo umano di usare le leggi del caos contro se stesso.

Ma in questo momento il risultato di tanta organizzazione si sta piegando inaspettatamente contro Laura, che osserva di nuovo il codice sul pacchetto.

È una sequenza di numeri. Di questo se ne intende, ma la sua specialità è l’ingegneria, non la matematica applicata.

Suo padre non faceva queste distinzioni. «La disciplina deriva dalle competenze» diceva, e con queste parole chiudeva quelle discussioni accademiche sui paradigmi epistemologici e sugli enti ontologici.

Comunque suo padre non poteva aiutarla né ora né mai più.

Ripone il pacchetto nella sacca della tasca laterale. Poi dai cargo prende di nuovo lo scanner.

Dopo sei mesi di lavoro è passata quasi in ogni zona e in ogni corridoio. Infatti i contorni sono quasi tutti verdi.

Stringe gli occhi.

«Aspetta, qui c’è un varco e non ci sono mai passata.»

Forse Laura si incammina lungo il corridoio ovest in direzione del corridoio sud.

L’auto-mappa mostra una zona ancora inviolata, anzi non la mostra affatto, ma se stesse giocando a Tetris le mancherebbe un tromino per completare il livello.

Raggiunge il corridoio e imboccando il secondo varco accede al blocco C. Scende lungo il corridoio ovest fino al blocco E.

Fin qui è tutto presente

nell’auto-mappa. Mancano solo i blocchi F ed H. Da lì accederà al J.

«Mai stata qui», biascica entrando.

La struttura del blocco è la stessa, non cambia nulla: corsie parallele sull’asse nord-sud. Due varchi est-ovest, due varchi sud-nord.

Laura raggiunge un varco che dà al corridoio est, punta probabilmente alla circonvallazione, come i dipendenti chiamano lo stradone perimetrale che circonda le dodici zone e le separa dai blocchi funzionali.

In teoria questo non dovrebbe esserci. Si avvicina ma il portale rimane serrato.

«Vediamo con l’iride», sussurra tra sé, mentre avvicina l’occhio allo scanner.

Le divisorie rimangono serrate l’una accanto all’altra.

«Aspetta.»

In basso, ad altezza del bacino, c’è una tastiera a pressione, con diciotto simboli. Gli ultimi due sono le parentesi.

«Proviamo», dice, e digita il codice alfanumerico indecifrabile al suo scanner.

Un secco rumore metallico annuncia che la porta è sbloccata e anticipa la sua apertura.

«Che freddo», alita sulla corrente gelida che la investe.

Si stringe i gomiti nelle mani e con tre passi attraversa la soglia che immediatamente si chiude alle spalle.

Muove rapidamente gli occhi da sinistra a destra, poi scende in diagonale e di nuovo da destra a sinistra.

«Sembra un blocco, ma perché non è sulla mappa?»

Consulta di nuovo l’automappa dello scanner.

«Non c’è proprio. Vediamo se il pacco potrebbe andare qui.»

Le dodici corsie del blocco sono tutte etichettate con la cifra nove tra parentesi. Non ci sono altri indici.

Si morde le labbra. Poi si incammina e sceglie la prima a sinistra.

Osserva gli scaffali dove, invece che i prodotti, sono collocate delle cassette chiuse di varie dimensioni.

Si avvicina ad una, legge un codice su un display a luce blu.

(90)A28 (90)200 (90) 2

Riprende a camminare.

Dopo dieci minuti ha percorso tutte le corsie.

«Sono congelata.»