Annalisa alla conferenza “Dalla metafisica di Giorgio De Chirico alla metaorganica di Dino Marsan”

Sono già le sedici, devo ancora sentire la tipografia e ci sarebbe una riunione con i responsabili di settore. Ma alle diciassette inizia la conferenza del sig. Marsan e mi ero davvero ripromessa di andarci.

Telefono: “Sono Annalisa, andate pure a casa, rimandiamo a lunedì alle dieci.” Chiudo l’ufficio, mi preparo di corsa nella toilette senza passare da casa e senza neanche un minuto di anticipo arrivo alla sala dell’Arengo. Dino è già seduto tra la prof. ssa Ada Patrizia Fiorillo e il prof. Fabrizio Riguzzi, a presentare l’evento è il sig. Paolo Orsatti di Pro-Art.

Mi guardo intorno per cercare un posto libero. Riconosco diversi artisti, seduti l’uno accanto all’altra ma… nessuna sedia. No, mi sbaglio, in prima fila in faccia ad un monitor a 75 pollici ci sono ancora due posti liberi. Mi siedo e dopo qualche secondo entra in sala un uomo sulla cinquantina che si siede accanto a me. Mi guarda. Mi conosce? Non lo so, ma gli chiedo di farmi una foto per l’articolo, così rompiamo il ghiaccio.

La prof.ssa Fiorillo prende la parola, per un attimo sento il diaframma alzarsi, come quando speravo di non essere interrogata, ma ora non siamo a scuola per fortuna, e la professoressa introduce il suo incontro con Dino e il suo Fanta Mondo. La prof è prudente, la creatività di Marsan potrebbe portare la conferenza su tanti possibili scenari, così cerca di creare un terreno fertile per ogni semina. Ma dopo la sua introduzione è la domanda del signore che mi è seduto accanto che dà modo alla novità di emergere. Con molta naturalezza chiede a Marsan se l’uso di tecnologie generative non sposti l’equilibrio tra artista e committente, e la risposta di Marsan è un salto senza rete nel futuro.

Credo che la genialità si presenti nella sua forma più nobile quando è unita alla spontaneità, e in questo Dino mi stupisce ancora una volta: “La mia creatività non ha committenti, io sono il committente di me stesso” spiega (forse le parole non sono esattamente queste, ma il concetto si). Le tecnologie generative permettono un nuovo approccio alla creatività e la Metaorganica di Marsan ne è un esempio vivente e assolutamente universale quanto ferrarese.

Che dire, un pomeriggio ben speso, e una riunione rimandata a lunedì ma con nuovi spunti.

Complimenti a Dino e ai professori di Unife!