Una sera avevo accompagnato mia figlia a Bologna, dove seguiva il corso di lezioni per diventare istruttrice UISP di karate. Mentre passeggiavo per il quartiere San Donato mi sono imbattuta nella vetrina di un’edicola, dove spiccava il numero 4 di Anime Cult, una rivista di Sprea Editori.

Era una serata di aprile e l’aria non era troppo fresca, così trovai una panchina sotto un lampione e iniziai a sfogliarne le pagine. Nel 2023 non erano ancora patinate. Inizialmente fui rapita dal sommario, in cui facevano bella mostra Daitarn 3, Doraemon, Lamù e i Cavalieri dello Zodiaco — o Saint Seiya, per i cultori di manga e anime.

Così, mentre mia figlia procedeva tra kata e kihon in palestra, io mi immergevo in un mondo di ricordi, tanto nostalgici quanto forieri di nuove idee e nuove prospettive.

Quel “Cult” accanto ad “Anime” significava per me immergermi in una cultura che da ragazza avevo soltanto sfiorato e che ora volevo conoscere davvero, lasciandomene anche contaminare.

In un paio di settimane completai la lettura di tutte le rubriche e degli articoli, finché finalmente tornai alla prima pagina, che avevo saltato. Fu così che feci la conoscenza di Alessandro Agnoli, che ne curava — e ne cura tuttora — l’edizione e l’editoriale.

Da allora leggiamo Anime Cult in famiglia, la mattina durante la colazione, e ammetto di prendere molte idee da questa interessantissima pubblicazione.

Per questo, dopo tre anni trascorsi tra le sue pagine, mi sono finalmente decisa a contattare Alessandro Agnoli e a porgli alcune delle domande che, numero dopo numero, mi erano venute in mente.

Devo dire che le sue risposte aiutano anche a chiarire su un fenomeno sempre più evidente nella cultura di massa: la capacità dei media di attribuire, più o meno consapevolmente, una sorta di “ufficialità” a culture, linguaggi e movimenti culturali, contribuendo a stabilire quali entrino nel racconto condiviso e quali rimangano ai margini.

Bene, non mi resta che invitarvi ad entrare nella rubrica “Fuori dal libro” e leggere l’intervista. Buona lettura.